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« Audrey | Principale | "La letteratura non ha nessun dovere morale" »

23 aprile 2012

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I link elencati qui sotto sono quelli che rimandano a Ecco il paradosso di Emilio Salgàri:

Commenti

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Alex

Salgàri, che non ho letto, non è un caso unico. Tutti i piccoli tedeschi conoscono per esempio Karl May con i suoi romanzi ambientati nel selvaggio west o nell'estreme oriente scritti in carcere ! In Francia, C'era Alfred Assollant che ha scritto "les aventures du capitaine Corcoran", racconti che assomigliano a quelli di Salgari. Senza dimenticare lo scrittore Jules Verne che non ha quasi mai messo il naso fuori di casa !....

Gli scrittori possono mentire (immaginare) ma i libri danno comunque delle certezze...una volta ho letto un libro di Eco in cui scriveva qualcosa tipo : qualcuno pùo scoprire domani che 2+2=3, il mondo pùo crollare...ma c'è una cosa che non cambierà mai : l'incontro, a Londra, tra Sherlock Holmes e Watson nel 1881.

Alex

Pim

Non ricordo esattamente le parole di Eco, comunque il senso era questo: possiamo dubitare che Napoleone sia davvero morto a Sant'Elena, non che Clark Kent sia Superman. La realtà letteraria è paradossalmente più indiscutibile di quella storica. E Salgàri, come tanti altri romanzieri popolari (hai citato Verne, che da bambino adoravo), hanno saputo interpretare lo spirito del proprio tempo meglio di tanti altri autori venerati come classici.

Grazie Alex, ciao.
Pim

rosy

mi hai risolto l'annoso problema: salgàri e non sàlgari :)

Pim

Salgàri, perché in veneto salgàr significa salice.
(Reminiscenze liceali...)

Prishilla

inventare un mondo fantastico in cui rifugiarsi e offrir rifugio a tutti quei ragazzi che sono andati a salutarlo coi suoi libri sotto braccio. per me non c'è 'missione' più degna per uno scrittore ;-)

giacinta

Penso che alcuni scrittori siano dei ribelli, si prendono la libertà di vivere quante volte vogliono e come vogliono attraverso i libri. Danno corso a un bisogno "vero", in questo sono autentici. I lettori, quando leggono, non fanno diversamente.
Bellissimo il tuo scritto, Pim!:)

dragor

Più o meno come Jules Verne, a parte il fatto che Verne è morto ricco e famoso. Il mondo è fatto cosi': c'è chi viaggia e non sa scrivere e chi sa scrivere ma non viaggia.

Ciao Pim a presto

dragor (journal intime)

Pim

@ Giacinta:
Penso che, nel caso di Salgàri, siano intervenute variabili (debiti, una probabile depressione) che l'abbiano indotto a snaturare un bisogno naturale di "evadere". Tuttavia è come dici: scrivere significa avere la possibilità unica di creare e dunque vivere tante vite oltre alla propria. Il che è una vera e propria goduria... :-)

Pim

@ Prishilla:
Le cronache del tempo divergono su quest'ultimo particolare, alcune riportano che le esequie furono celebrate davanti a una folla numerosa ma quasi di sicuro le cose non andarono così. Tra l'altro, fino a dieci anni fa abitavo non lontano dalla casa di Salgàri (dove adesso vive Ernesto Ferrero, direttore del Salone del Libro di Torino e autore del libro citato) e conosco bene la mentalità della gente del quartiere, rimasta la stessa dopo cento anni.

Pim

@ Dragor:
Infatti Salgàri "saccheggiò" Jules Verne in alcuni suoi libri, soprattutto riprese in vario modo le figure del Capitano Nemo e Robur-le-Conquérant...

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