La pagina bianca mi fissa, incomprensibilmente muta. Apriti Sesamo. Ehi, dico a te. Niente. Cerco di decifrare il senso di questo silenzio, ma forse sono io ad essere sordo. Oltre che ingenuo, a credere ancora alle favole. Soprattutto quelle che da sempre racconto per ingannarmi. Non troverò alcun Eden ad attendermi stasera, e la Donna Della Mia Vita non è mai esistita. Santi numi…
Santi numi ma che pena mi fate
strozzati inghiottiti come olive ascolane
spiedini di carne in fila sulle autostrade
saldare al casello tanto per ringraziare
pensarsi arrivati dopo un lungo week end.
Chiedo venia trovo un po’ esagerato
pagare tre volte un litro di benzina
sentirsi ridire con sorrisi di rame
che sono costretti dal mercato dei cambi
ma andate a cagare voi e le vostre bugie.
Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva.
La favola di Adamo ed Eva.
Dico quel che penso e faccio quello che dico
l’azione è importante siamo uomini troppo distratti
da cose che riguardano vite e fantasmi futuri
ma il futuro è toccare mangiare tossire ammalarsi d’amore.
Credo di notare una leggera flessione del senso sociale
la versione scostante dell’essere umano che non aspettavo
cadere su un uomo così divertente ed ingenuo da credere ancora
alla favola di Adamo ed Eva.
La favola di Adamo ed Eva.
(M. Gazzè)